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Pasqua:
la
processione del Venerdi Santo.
Ogni anno nel giorno del Venerdì Santo, si svolge a Procida la
famosissima processione dei Misteri. La processione è organizzata dalla
confraternita dei Turchini, fondata nel 1629 dai padri Gesuiti e tutti i
partecipanti, per l'occasione, indossano l'abito bianco con il mantello,
di colore azzurro.Le origini della processione del Venerdì Santo di Procida risalgono al
secolo XVI - XVII. La processione parte dalla piazzetta antistante
l'Abbazia di San Michele Arcangelo, sita in località Terra Murata. La
processione si apre con il suono di una tromba e la risposta di 3 colpi di
tamburo, ciò a ricordo del suono che accompagnava i condannati a morte
nell'antica Roma. Poi sfilano i "misteri" tavole allegoriche
portate a braccia da centinaia e centinaia di giovani isolani che
rappresentano episodi dell'Antico Testamento o del Vangelo e vengono
raggruppati per tema religioso. Di seguito sfilano, le statue a soggetto
religioso fisso, la bellissima statue del Cristo Morto (sec. XVIII di
Carmine Lantriceni) e quella dell'Addolorata (sec. XIX), il pallìo (baldacchino
funebre). A seguito della statua dell'Addolorata, sfila il corteo
degli angioletti. Bambini di età non superiore ai 2 anni, che indossano
un abitino nero con ricami dorati a segno di lutto similare al vestito
della Vergine Addolorata. Chiudono la processione, la banda musicale dell'isola che esegue marce funebri, le
autorità religiose, civili e militari dell'isola ed quindi, in commosso
silenzio, il pubblico. La
processione dei misteri ha termine in Piazza Marina Grande, mentre le
statue del Cristo e dell'Addolorata vengono ricondotte nell'Abbazia di San
Michele Arcangelo ove, nel primo pomeriggio, viene celebrata l'altrettanto famosa
funzione religiosa dell'Agonia.
Dall'anno 2004 è nata ed è operante sull'isola l'associazione i “Ragazzi dei Misteri” che oggi
raccoglie oltre 300 soci e che raggruppa parte dei giovani artigiani-hobbisti che
ogni anno si impegnano per mesi nella costruzione dei Misteri,
autotassandosi ed investendo il loro tempo libero nella costruzione di queste rappresentazioni iconoclastiche di episodi della vita di Cristo
realizzate con cartapesta, legno, polistirolo, ed altri materiali poveri.